bandiera neraPaestumanità con il 2015 compie tre anni di attività, che ci hanno visti impegnati su tanti fronti, tutti legati alla valorizzazione della colonia greca di Poseidonia-Paestum e del suo paesaggio naturale, la Piana del Sele e delle attività antropiche che la connotano come territorio. Tra questi la nostra Festambiente, che ha visto anche l’assegnazione del Premio Paestumanità alla Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo Teodoro Gaza di S. Giovanni a Piro (SA), Maria De Biase, cui il Parlamento Europeo ha di recente attribuito il Premio del Cittadino Europeo 2014. Tra le motivazioni della nostra scelta abbiamo segnalato la capacità della Preside di insegnare agli studenti le buone pratiche del futuro, in termini sia di sostenibilità ambientale che di valorizzazione delle comunità che animano i paesaggi, portando le eccellenze del territorio e il territorio stesso nella scuola. Una risposta concreta alla esperienza della Terra dei Fuochi, per chi l’ha vissuta come la Preside De Biase, originaria di Marano (NA), che nella Scuola che dirige ha saputo mettere in pratica una rivoluzione di dignità.

Non altrettanto dignitosa, invece, la risposta della Provincia di Salerno beneficiaria di un Grande Progetto POR FESR 2007/2013 di contrasto alla presunta erosione costiera del Golfo di Salerno. All’Ente, dunque, il Premio PaestOscenità e la Bandiera Nera di Goletta Verde perché individua nella artificializzazione indiscriminata di 37 km di litorale, vincolato paesaggisticamente, ricco di testimonianze storiche, SIC e ZPS, per metà in accrescimento, per un quarto in condizioni di erosione stabile e per un quarto in erosione, l’unica soluzione per valorizzare l’economia turistica della Piana del Sele. Ebbene, è notizia di pochi giorni fa l’approvazione di un cofinanziamento di 52 milioni di euro da parte della Commissione Europea per la realizzazione del suddetto Progetto, su cui pendono due ricorsi al TAR Campania, l’uno da parte di Legambiente, l’altro della Riserva Foce Sele Tanagro. A questa notizia noi di Legambiente, animatori della protesta #notonz, abbiamo risposto così –> http://www.legambiente.it/blog/salerno-i-70-milioni-che-soffocheranno-la-costa. Continuiamo il nostro percorso di contrasto a questa opera fuori misura rispetto al problema che individua: l’erosione, laddove l’economia turistica del nostro litorale è piuttosto penalizzata dall’abusivismo o ancora dalla marginalità sociale cui esso è stato condannato da anni ed anni di abbandono e di incapacità gestionale da parte degli stessi Enti che adesso sono pronti a sferrare il colpo di grazia al territorio a suon di milioni di euro. Per questo aspettiamo la risposta del Presidente della provincia Giuseppe Canfora, cui proprio a dicembre scorso abbiamo scritto quanto segue –> http://www.massimo.delmese.net/80845/ripascimento-fascia-costiera-legambiente-scrive-al-presidente-della-provincia/.

Noi continueremo il nostro impegno finalizzato alla ricerca di un equilibrio salutare tra l’uomo e la natura, perché, muovendo dal caso Paestum e dall’acquisto collettivo dei terreni privati dentro l’area archeologica, si possa insieme tutelare e valorizzare tutto quanto il paesaggio agrario della Piana del Sele esprime in termini di bellezza. Fate la vostra Buona Azione e unitevi alla nostra battaglia #notonz, perché non distruggano il nostro mare.

Ecco una parte di cosa diventerà il Golfo di Salerno (senza considerare l’impatto dei lavori in corso) –>

 

 

 

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