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Lo scorso 12 aprile, presso l’aula consiliare del Comune di Buccino, si è tenuto un incontro pubblico per discutere della valorizzazione dei beni culturali del Sele Tanagro, in occasione della Settimana della Bellezza, l’iniziativa nazionale di Legambiente, dedicata al panorama culturale e paesaggistico dell’Italia, per invitare a scoprire quei tesori “nascosti”, ma ricchi di storia, che fanno della nostra penisola un tesoro tutto da vivere. Promosso dall’associazione territoriale STATUS, hanno preso parte al dibattito Maria Gabriella Alfano, presidente della Riserva Naturale Foce Sele Tanagro-Monti Eremita Marzano, Toni Fercola, vicedirettore generale della BCC di Aquara, filiale di Oliveto Citra, Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, Valentina Del Pizzo, per Legambiente Paestumanità, oltre al sindaco di Buccino, Nicola Parisi e Annibale Davide Di Leo, presidente di STATUS, che ha presentato i progetti dell’Associazione sul tema del rilancio territoriale attraverso la bellezza. In particolare sono stati oggetto di dibattito “Un nome, una pietra” un azionariato popolare, promosso dal Comune di Buccino, per ricostruire il rifugio del Dardano, lungo il c.d. sentiero di Annibale, vandalizzato la scorsa estate dalla furia di ignoti, e le giornate “PAST. Patrimonio Artistico del Sele Tanagro”, un’azione integrata di promozione del territorio, a cura dell’Associazione STATUS. L’esempio di Paestumanità è una buona pratica per invitare i cittadini a riappropriarsi della bellezza, vivendo i territori e cercando di farli propri. Il coinvolgimento delle comunità, come quella dei paesi del Sele Tanagro, vere e proprie biblioteche viventi, cui bisogna saper dare voce, e la necessità di monitorare i processi politici di gestione del territorio, sono alcuni dei capisaldi, spiega Valentina Del Pizzo, del rilancio del territorio fondato sui tanti beni culturali che sostanziano la bellezza dell’Italia e che per certi versi rischiamo ogni giorno di perdere. Basti considerare l’abusivismo edilizio, le grandi opere che non rispondono a una pianificazione ragionata della valorizzazione, ma solo a occasione di investimento, l’incedere costante del consumo di suolo in Italia e il dissesto idrogeologico, per capire che sappiamo anche generare bruttezza. Bisogna, pertanto, tornare per le strade, percorrere le piane e risalire i fiumi, fare esperienza dei luoghi perché si inizi a uscire dallo stereotipo della bellezza fine a sé stessa, da proclama pubblicitario, e si acquisisca una sorta di consapevolezza su quanto e come la stiamo perdendo e continueremo a perderla, se non impariamo a prendercene cura, anche investendo tempo, risorse e lavoro in essa. Tutta la storia dell’umanità è stata un progressivo miglioramento tecnologico cui è corrisposto un progressivo isolamento dell’uomo dalla natura: bisogna invertire questa rotta e uscire dalle nostre case. L’uomo è il vero patrimonio dell’umanità e dagli uomini e dalle comunità bisogna ripartire, affinché la bellezza dei beni culturali abbia di nuovo interlocutori a cui trasmettere i propri messaggi inespressi.

Sulla stessa linea Michele Buonomo ha illustrato la Legge sulla Bellezza, presentata da Legambiente e in discussione al Parlamento, come uno strumento formidabile perché riesce a misurare un concetto apparentemente astratto, come la Bellezza appunto, ma che si materializza per difetto, se entrano in gioco dinamiche importanti generate da cementificazione, consumo di suolo, opere pubbliche, abusivismo e emergenza rifiuti, cui di necessità bisogna porre un freno perché non si abusi ulteriormente del territorio, come se fosse una fonte inesauribile. Il Presidente ha posto l’accento sulla qualità della Bellezza tutta italiana, come nel caso della Terra dei Fuochi, dilaniata per anni dalle cosche camorristiche, ma capace di generare ancora agricoltura bio, grazie alle aziende, che pure ci sono, che hanno saputo invertire una tendenza a dir poco autolesionista. È l’uomo dunque che fa la differenza e all’uomo, come suggerisce Peppino Impastato a proposito della costruzione dell’aeroporto di Cinisi, bisogna ricordare cos’è la bellezza, stimolarlo a riconoscerla e ad averne nostalgia, quando si corre il rischio che venga inevitabilmente perduta. Michele Buonomo, infine, ha salutato con soddisfazione i progetti presentati dal Comune di Buccino e da STATUS e che accompagneranno i primi passi del costituendo circolo Legambiente Buccino.

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