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Il litorale dell’antica Paestum protetto dall’Oasi dunale Torre di Mare di Legambiente

Il tratto di litorale che si allunga davanti alla porta di accesso della cinta muraria dell’antica Paestum dal mare, proprio per questo chiamata dai viaggiatori del Grand Tour, Porta Marina, era una discarica. Venticinque anni fa circa il circolo Legambiente Freewheeling Paestum si prese la briga di trasformare quest’area degradata in un ‘luogo ameno’, replicabile in altri tratti del litorale, oggetto di visite didattiche e di attività di formazione, che coinvolgevano numerose scuole della Regione Campania, insieme a Campi di Volontariato nazionali e internazionali, promossi a partire dal 1996, e a ricerche sulle dinamiche bioecologiche del valore dell’area stessa, realizzate in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli. Più o meno con queste parole nel 2001 la Delibera n. 94 del Consiglio Comunale di Capaccio confermava quanto già sancito nel 1998: l’istituzione dell’Area Protetta Dunale Torre di Mare, finalizzata alla preservazione dell’ecosistema dunale e della vegetazione psammofila, naturaliter affidata al circolo locale, rinnovando di fatto, come poi negli anni a seguire, il primo accordo di programma.

Giovedì 16 aprile 2015 presso gli uffici del Comune di Capaccio Paestum sarà sottoscritto un Protocollo di Intesa tra gli stessi soggetti e Legambiente Campania perché l’esperienza dell’Oasi dunale continui e divenga una buona pratica per tutti. Siamo dentro il perimetro della Riserva Naturale Foce Sele Tanagro e dentro l’area tutelata dalla L. n. 220/ 1957, siamo dentro un sito UNESCO dal 1998: si tratta di un’oasi non solo per la vegetazione delle sabbie, ma anche per contrastare l’abusivismo e il consumo di suolo di uno dei paesaggi più importanti, sul piano ambientale e culturale, della Regione Campania.

Ecco alcuni dei motivi per cui l’Oasi è ubicata in quel punto e non altrove, fermo restando che la buona pratica di tutelare gli ecosistemi dunali e il popolo del giglio di mare può essere replicata ovunque lungo i 37 km di litorale salernitano, dando attuazione pratica alla Direttiva n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, proprio come fanno i circoli Legambiente Freewheeling Paestum e Silaris Eboli, rispettivamente alla sinistra e alla destra della foce del fiume Sele.

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All’orizzonte l’Oasi dunale vista dalla c.d Porta Aurea a Paestum

Nel luglio scorso, in occasione della 1^ ed. di ‘Festambiente Paestumanità. Paesaggio e territorio’ la direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni donò al Comune di Capaccio Paestum il progetto ‘L’altro mare’, elaborato dal circolo e recepito dal Protocollo d’Intesa, dal momento che ha ottenuto tutti i nulla osta nella sua redazione definitiva e esecutiva. Si tratta di un tassello fondamentale per il rilancio dell’azione di Legambiente a Paestum. Prevede infatti il recupero di circa 15 ettari tra pineta, dune e spiaggia e il ripristino della macchia mediterranea con alberi come il ginepro, l’olmo e il mirto. Gli intervenni aiuteranno, inoltre, a proteggere l’Oasi, indirizzando le scolaresche e i visitatori lungo passerelle pedonali in legno sollevate per evitare il calpestio indiscriminato e l’erosione delle specie vegetali, infine la messa in sicurezza dell’intera area tramite: sistemazione dell’accesso sud con piantumazione e ripristino di macchia mediterranea; sistemazione del lato est, lungo via Sterpina, e chiusura con pali in legno, filo metallico e rampicanti e relativa chiusura dei varchi esistenti; realizzazione di percorsi didattici, tramite passerelle di legno e battuto di tufo compattato al suolo; chiusura lungo il lato mare con viminata basale e pali di legno, atta a imprigionare la sabbia trasportata dal vento; ripristino delle recinzioni lignee e delle incannucciate perimetrali; realizzazione al suolo di un vivaio didattico per la riproduzione e l’incremento delle specie autoctone presenti.

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Il Sentiero degli Argonauti a Porta Marina, direzione Oasi dunale Torre di Mare di Legambiente

Abbiamo ancora tanta strada da fare insieme. Tra i progetti futuri, la prosecuzione del Sentiero degli Argonauti, promosso da UNIPOL nell’ambito del progetto Bellezza Italia, dall’Oasi a Porta Marina (da pochi mesi affidata al circolo per la manutenzione e la valorizzazione), a Porta Aurea, all’ingresso degli scavi archeologici: perché la cura della bellezza è una pratica ordinaria di vita comune e non dovrebbe finire mai. A giovedì.

 

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