Nel Comune di Capaccio, lungo il tratto di costa parallelo alle mura occidentali  dell’antica città di Poseidonia-Paestum, si conserva la bellezza che fu ai nostri litorali: l’Oasi dunale di Legambiente. Si tratta di un’area protetta, di libero accesso, gestita da Legambiente Circolo Freewheeling di Paestum e nata nel 1997 per difendere l’ecosistema costiero, sottraendolo all’abusivimo dilagante.

Molti apprezzano il lavoro e l’impegno di decenni, portato avanti per tutelare e preservare questo bene comune. La pineta offre ombra e ristoro a intere famiglie impegnate in picnic estivi; la spiaggia, di cui è concessionario il circolo locale, si rivela al di là della duna, immergendosi nel blu senza soluzione di continuità né con la terra, né con il cielo. Al centro uno scenario di gigli bianchi e vegetazione delle sabbie. Esperienza unica di area dunale protetta in Campania, questo paradiso è il primo, quasi inconsapevole passo verso Paestumanità. I volontari di Legambiente Paestum sono impegnati da 16 anni a preservare 20 ettari di pineta, duna e arenile. Per dimostrare come il cittadino possa farsi presidio vivente sul territorio e tutelarne il valore per non permettere più che questo patrimonio comune, in cui ancora si respira il profumo dei gigli e il sistema dunale è per un tratto integro, vada perduto. In tanti amano recarvisi la domenica o nei giorni feriali per un bagno, una passeggiata, per un momento di relax a contatto con la natura in un angolo incantato. Eppure quella pace, quegli odori, quella passione non sono considerati ricchezza della nazione, non entrano nel P.I.L., non generano economia diretta. Creano però felicità. Quella Felicità Interna Lorda su cui negli ultimi anni finalmente si interrogano anche i governi nazionali. Da questa esperienza che ricade per intero nell’area archeologica vincolata dalla L. n. 220/1957 e che è servita negli anni a salvaguardare il tratto di costa di Porta Marina, restituendo alla città greca il suo antico rapporto col mare, è nata Paestumanità.

Perché noi nell’area archeologica già ci siamo e da anni dimostriamo di saperci stare.

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